martedì 30 ottobre 2007

TESTIMONIANZE


Celebrazione del trentennale della fondazione in Udine dell’ADO FVG Associazione Donatori Organi del Friuli Venezia Giulia tenutasi il 2 dicembre 2007

" Il logo dell’ADO e l’intestazione del suo notiziario hanno come simbolo e come riferimento la “Clessidra”, che diventa “d’oro” in occasione delle premiazioni dei benemeriti della donazione e trapianto di organi .

La clessidra , come già si sa, è uno strumento della misurazione del tempo che risale sino al tempo dei faraoni.

Il lento scorrere della sabbia dal bulbo superiore a quello inferiore determina la durata del tempo e solo capovolgendola il tempo continua a trascorrere.

Anche la clessidra della mia vita segnava lo scorrere dei miei giorni sino a quando mi accorsi che la sabbia era giunta quasi alla fine e che in nessun modo avrei potuto capovolgere la clessidra della mia vita a causa della malattia che aveva distrutto il mio fegato.

Il mio tempo stava per terminare ……..

C’era però da qualche parte una persona - uomo o donna non lo so - che sensibile alla vita degli altri, aveva fatto una scelta di solidarietà totale e inestimabile: Donare i suoi organi!

Quella carissima persona, che aveva scelto questa pur difficile strada oppure la scelta era stata condivisa tra i familiari, con il suo dono mi venne in soccorso e mi permise di girare la clessidra che altrimenti non avrei mai potuto capovolgere.


Oggi sono qui a raccontarlo e per dire che ora la mia clessidra è fatta con il materiale più prezioso: la solidarietà umana. "

Udine, 7 novembre 2006 Giorgio Paolo Troncon
.....e poi si continua con .... e ce ne sono mille altre!

Tante sono le storie e tanti i momenti di commozione per il ritorno alla vita dopo il trapianto. In questo la partecipazione dei familiari stretti è un fatto bellissimo e radioso come, ad esempio, per i figli di Luigi Magnabosco grande appassionato e praticante di ciclismo. Aveva scalato tantissime volte il Pordoi che sembrava dover abbandonare per la malattia ed invece: c’è tornato

Dopo il trapianto i figli gli hanno dedicato la poesia che segue:

… papà Luigi

Difficile è stata la salita che il destino ti ha fatto prendere
il vento ti ha sferzato in viso,
la pioggia ti ha violentato le gambe,
il lampo ha oscurato la tua vista,
il tuono ti ha bersagliato quando sui duri tornanti percorrevi la tua vita.
L’acqua che scendeva tra i tuoi capelli sempre più bigi,
colava sulle tue guance, rigandole,
attanagliandole in una morsa che ti toglieva il vigore dei tuoi anni migliori.
Ma hai resistito e sei salito del tuo solito passo nonostante tutto,
col rapporto agile e quella pedalata robusta che valica le montagne.
E quando le forze e le speranze cominciavano a mancarti,
hai visto la luce passare attraverso uno spiraglio fra le nuvole ad illuminarti la strada che quasi
ormai l’oscurità ti aveva precluso.
Il tuo spirito è risorto,
riemerso dal baratro in cui stava sprofondando
con un battito d’ali sei arrivato in cima,
hai sconfitto la salita, la fatica, le tue ombre e le tue paure, le tenebre e la solitudine in cui ti eri
inabissato.

… da Massimiliano al padre Luigi
A Pievebelvicino con la sorella Barbara.
2003

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