lunedì 1 novembre 2010

Vivere il volontariato!


Volontariato: Le parole che contano.
IL GLOSSARIO DELLO STATO SOCIALE a cura di Orsola Vetriwww.sanpaolo.org/ Attività spontanea, con finalità di servizio, gratuite e continue nel tempo. Attualmente è in forte espansione con numerosi gruppi e associazioni e ha assunto valenze culturali e politiche: non è, infatti, solo assistenza, ma anche rilevazione dei bisogni, superamento delle cause di emarginazione, stimolo alle istituzioni pubbliche. Il volontariato non supplisce ai compiti delle istituzioni pubbliche e non deve farsi alibi per le loro inadempienze. In vista della riforma dello Stato sociale può esercitare una indispensabile funzione di indirizzo e di stimolo. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Il volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni private e personali, che possono essere di solidarietà, di giustizia sociale, di altruismo o di qualsiasi altra natura. Può essere rivolta a persone in difficoltà, alla tutela della natura e degli animali, alla conservazione del patrimonio artistico e culturale. Nasce dalla spontanea volontà dei cittadini di fronte a problemi non risolti, o non affrontati, o mal gestiti dallo Stato e dal mercato. Per questo motivo il volontariato si inserisce nel "terzo settore" insieme ad altre organizzazioni che non rispondono alle logiche del profitto o del diritto pubblico. Il volontariato può essere prestato individualmente in modo più o meno episodico, o all'interno di una organizzazione strutturata che può garantire la formazione dei volontari, il loro coordinamento e la continuità dei servizi.
Queste autorevoli definizioni del significato di Volontariato dovrebbero far comprendere l'essenza dello spirito che anima le persone che si dedicano a questa libera espressione della volontà positiva dell'uomo. Io con altri amici trapiantati di fegato dell'Associazione Italiana Trapiantati di Fegato A.I.T.F. FVG per la vita ONLUS di Udine - così come i trapiantati di altri organi e le Associazioni di volontariato ed i familiari di donatori che si impegnano per la promozione della donazione di organi, di sangue, tessuti, midollo e quant'altro – mi dedico al sostegno di quanti hanno la sventura di dover percorrere una strada, che io ho già percorso superandola e che quindi mi dà i motivi e le esperienze per aiutare altri malati e familiari in una svolta della vita che nel trapianto di fegato può trovare l'unica possibilità di continuare a vivere. Sono momenti dolorosi, che spaventano, che sembrano incredibili: ma ci sono. Trovare conforto, come io ho trovato in chi ci era già passato, può essere un aiuto inestimabile.
Nello svolgere questa attività ho trovato, nel corso degli anni, una sensibile accoglienza da parte di alcuni personaggi politici che hanno compreso lo spirito del nostro modo di essere volontari – altri ne sono lontani anni luce - ed una disponibilità assoluta ed una costante collaborazione, anche amichevole, da parte della maggioranza dei medici e degli addetti del comparto dei trapianti di fegato e della sanità in genere. Ho conosciuto e frequentato con loro sia l'Ospedale che la gente sul territorio per dare alle persone aiuto morale e promuovere la donazione di organi e di sangue.
  
Trapiantati volontari e familiari in gita per stare insieme.
Per questo faccio volontariato!
Dopo detto questo dovrei aver finito ma invece mi rattristo, mi stupisco e mi indigno quando vedo e sento che per alcuni il Volontariato è motivo di distinzione, di valutazione meramente burocratica sulla attività e altre interferenze che nulla hanno a che vedere con il rapporto tra Volontariato e persone malate o in difficoltà bisognose di aiuto. Ne parlo proprio perché in questo mese di ottobre ho constatato che questo antico vezzo non è tramontato. Nella mia , ormai poliennale esperienza, ho sentito "purtroppo" anche persone che falsamente denigrano o sono in permanente conflitto con altre associazioni dello stesso settore, millantano una esclusiva di rappresentanza o competenza che nessuno ha loro assegnato . A malincuore devo dire che questa triste deformazione ha trovato e trova ancora supporters, di appartenenza politica e sanitaria, che aumentano il disagio per il libero svolgimento dell'attività di altri volontari. Nulla si fa per dirimere eventuali divergenze. A volte basterebbe consultare il Registro Regionale del Volontariato per stabilire la legittima esistenza di una Associazione e zittire il mestatore. Alcuni credono acriticamente solo a chi si conosce ; in altri casi chi, sopra le parti, potrebbe farlo, non interviene - per non avere fastidi - anche quando ne avrebbe l'autorità o è in possesso di elementi probanti e utili a far sì che si ristabilisca il rispetto per ogni attività e per ogni persona. A onor del vero devo dire che negli ultimi mesi il comportamento di nuovi dirigenti, diciamo " addetti ai lavori", fa positivamente intravedere una nuova luce all'orizzonte. Contrariamente a quanto avviene in realtà operative di altri comparti - in alcune sedi - si nota quasi un timore che il volontario appanni le figure professionali dedicate e, pertanto, si tende a non chiedere la collaborazione complementare che, come nel mio caso, l'associazione tramite il volontario può dare. Il volontariato diventa, però, importante per talune persone, quando può fornire una tribuna a qualcuno che quindi può "apparire" più di un altro. In Friuli Venezia Giulia se si parla di volontariato, nella quasi totalità dei casi, ci si collega mentalmente alla Protezione Civile , senza dubbio organizzata ed efficiente nella nostra Regione; solo in ultima ipotesi, si conviene che c'è anche il volontariato socio-assistenziale. Questo, per sua natura, non dovrebbe essere gravato da vincoli perché si basa sui rapporti umani ma anche qui alla fine si deve soggiacere, come per quello sostenuto e largamente finanziato, a limiti e impegni burocratici difficili da comprendere da parte delle associazioni e fors'anche un po' incompreso dagli Enti e organismi di cura e assistenza. Infatti si utilizza e si riconosce il lavoro dei volontari ma senza fare soverchi sforzi per comprendere il vero spirito di "QUESTO" volontariato.
Il legislatore Regionale sembrava, tempo fa, propenso ad una revisione del variegato mondo Volontariato. Ciò sarebbe auspicabile se si terrà conto della diversa natura e delle specifiche e non confondibili peculiarità e finalità del comparto socio assistenziale
A volte ci dobbiamo fermare perché ci troviamo davanti a ostacoli o vincoli e allora facciamo la domanda: Perché mi dite … o …. fate questo?
La risposta più frequente: è un problema legato alla privacy! Ma quale privacy, quando il malato, il bambino , l'anziano, il disabile o chichessia chiede sommessamente o forse vorrebbe gridare - ma non ce la fa - che ha bisogno di AIUTO!

Udine, 1 novembre 2010
Giorgio Paolo Troncon
Trapiantato di fegato ottobre 2003 Policlinico Universitario Udine

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